21 maggio 2006
Il programma prevederà a partire dalle ore 15,30, raduno e visita guidata presso il Monastero di S. Spirito D’Ocre a seguire, visita guidata del Convento di S. Angelo D’Ocre e successivamente alle ore 19,00 presso il Monastero sarà presentato al pubblico il documentario “ Il Territorio di Ocre” realizzato in DVD dall’ associazione Foto Club 99 dell'Aquila. Per terminare sarà offerto un rinfresco che concluderà la giornata.
Siti, bellezze, prodotti tipici e progetti coinvolti nel percorso
Il borgo
fortificato di Ocre, impropriamente detto Castello, è
costituito da un'imponente cinta muraria, la migliore d'Abruzzo conservata
per intero, del perimetro di circa 470 mtl, di forma assimilabile ad un
triangolo isoscele, tipica dei castelli Aquilani,e dotata di sette torri,
sei quadrate ed una semicircolare, in origine verosimilmente più alte delle
mura delle cortine. Le mura racchiudono abitazioni a schiera allineate lungo
4 assi viari convergenti verso la chiesa, posta nell'angolo sud della cinta
e della quale rimangono solo alcune tracce della pianta. L'ingresso al
castello avviene attraverso una porta ogivale duecentesca simile a quella
del vicino Monastero S.Spirito d'Ocre.
Il monastero S. Spirito costituisce il primo insediamento
cistercense nella vallata aquilana e ad esso è legata l'introduzione e la
diffusione di nuove ed importanti economie che contribuirono a farla uscire
dalla statica microeconomia di sostentamento e di scambio in cui si trovava.
Fondato nel 1222 da Placido da Roio, su un terreno donatogli dal conte
Bernardo d’Ocre, feudatario del posto, entrò ufficialmente nell’Ordine
cistercense alla morte del fondatore, nel 1248. Occupa un'area pressoché
rettangolare e si compone di cortile quadrangolare, in origine chiostro,
lungo i cui lati, secondo le norme dispositive cistercensi, sono situati la
chiesa, il refettorio,il dormitorio e la Sala capitolare. Le mura
perimetrali alte e spesse lo isolano nettamente dal territorio circostante.
La facciata principale ha solo cinque aperture: l’ingresso carraio con arco
ogivale alla maniera Borgogna, l’ingresso pedonale e tre eleganti bifore,
una delle quale dotata di spia piombatolo. L’aula chiesastica era coperta
con capriate lignee impostate sopra una volta ogivale non terminata, come
nella vicina chiesa di S. Maria ad Cryptas a Fossa. Nell’interno sono
presenti affreschi databili al 1280 e, nel presbiteri, resti di pitture
della fine del XVI secolo attribuite a Paolo Mausonio. Nella attigua
cappella-sagrestia, con ingresso ad arco ogivale, vi sono affreschi tardo
trecenteschi raffiguranti scene della vita del Beato Placido e i resti di un
affresco databile al 1263-69, simile a un altro presente nella citata chiesa
di S. Maria ad Cryptas.
Il convento di Sant'Angelo fu edificato nel 1481 dai frati
Francescani, al posto di un preesistente piccolo monastero benedettino
femminile, che la tradizione vuole fondato nel 1236-42 da Sibilla moglie di
Berardo d'Ocre, sorge su un panoramico sperone di roccia alto circa 35
metri. Nel 1593, il convento passò ai Minori Riformati, poi, nel 1866, a
seguito della soppressione delle comunità religiose, al Comune di Ocre e
nuovamente ai frati nel 1887.
Non ha subito nel tempo modifiche tali da alterarne l'originale struttura
architettonica del 1481.
Si compone di un chiostro quadrato e porticato ai lati del quale si
affiancano i vari ambienti conventuali, come la chiesa ed il refettorio.
Sulle pareti interne del chiostro sono affrescate 23 lunette che, eseguite
nel 1660 raffigurano scene della vita di S. Antonio da Padova e gli stemmi
delle famiglie ocresi committenti delle pitture. Tra le arcate sono dipinti
i volti di santi e beati dell'ordine Francescano maschile e femminile.
L’interno della chiesa, che ha subito vari interventi nel corso dei secoli,
specialmente nel 1791, presenta quadri ed altari del XVII e XVIII secolo
frutto della committenza ocrese. Il piccolo coro e la bella porta d’ingresso
sono ancora quelli costruiti dai frati al momento dell’edificazione del
convento. Semplice, ma elegante, è il refettorio del 1748 sovrastato da
un’Ultima Cena della fine del XVI secolo. Le dodici chiese ocresi,
con i loro antichi e semplici interni e gli antichi quadri e affreschi, sono
esempi di un’arte e di un’architettura minore non meno importanti e belle di
quelle ufficialmente sempre citate. Da visitare, l’antica chiesa di S.
Panfilo risalente al X secolo e con interessanti affreschi del XV, XVI e
XVII secolo, e quelle documentate esistenti già alla fine del XIII secolo,
di S. Maria in Valle d’Aprico, con affreschi del XV secolo, di S. Giacomo il
Maggiore Apostolo, con una buona sistemazione interna settecentesca, di S.
Martino vescovo di Tour, con una bella Deposizione del 1600 di Giuseppe
Donati, e di S. Pietro Apostolo, con un buon affresco cinquecentesco. Da
vedere, infine a S. Felice, la semplice ed elegante facciata del palazzo
Panacci-Bonanni e una bella edicola cinquecentesca in via Cesare
Valsi.